Fruttero e Lucentini una volta hanno fatto una trasmissione televisiva che si chiamava L’arte di non leggere.

In questa trasmissione parlano di grandi libri dell’umanità, tra questi il Don Chisciotte, che – dicono – non si può leggere tutto. Se ci si fa prendere della mania della completezza, se tutto è sacro, la gente poi si stufa e non legge più. Invece bisogna passeggiare tra i libri, divertirsi -dicevano.

Tra i grandi libri dell’umanità, prima del Chisciotte Fruttero e Lucentini, nella trasmissione L’arte di non leggere, avevano parlato di Pinocchio, rimandando Proust, perché «Proust è spinoso».

A me è appena capitato di rileggere Pinocchio, che è pieno di parole sorprendenti, come “aggranchite” e altre ancora, di momenti comici inaspettati: «Crepa, Alidoro», e ho visto il nuovo film della Lanterna magica che è molto bello.

Nel Pinocchio, un libro parallelo, Giorgio Manganelli scrive:

Signori e signori,

vorrei mi fosse consentito porgere un grato congedo a maestro Ciliegia, che ha non senza decoro, e con l’inettitudine che egli ha in comune con noi, eseguito un compito né facile né lusinghiero: non dimentichiamo che egli è l’unico nostro rappresentante, colui il cui unico destino è l’errore.

e poche pagine dopo

Le parole non sono antropocentriche, nessuno le «scrive», non «vogliono dire» nulla, non hanno nula da dire. Come l’universo, sono inutili. […] le parole non conoscono errore. Se una parola «sbaglia» l’universo si adegua immediatamente.