(Cristiano Micucci, detto Mix, ci ha mandato queste righe, che volentieri pubblichiamo)

Non c’entra niente, lo so. Però è che la prefazione de I ferri del mestiere inizia così:

«Non è certo stata mia l’idea di mettere insieme questo libro. È vero, con Lucentini abbiamo lavorato per circa mezzo secolo nel mondo dell’editoria facendo un po’ di tutto, ma senza mai avere in testa un vasto progetto, un’ambiziosa direzione, un intento che non fosse, fondamentalmente, quello di tenere il lupo fuori dalla porta.»

e quel “tenere il lupo fuori dalla porta”, sarà perché è un po’ di tempo che mi sento più a mio agio a scrivere che a fare tante altre cose (nonostante sia sempre e comunque una faticaccia), io, quando l’ho letto, mi sono sentito sollevato. E in buona compagnia.

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(La lettura de I ferri del mestiere, è provato, scatena due tipi estremi di reazione: uno è la voglia sfrenata di cominciare a scrivere; l’altro è la paura di scrivere qualsiasi cosa, comprese queste due o tre righe. NdMarco)